KROMOlab

Fumetti, illustrazioni e idee digitali di Dimitri Fogolin

Comics, illustration, bande dessinée Dimitri Fogolin


Ho realizzato delle illustrazioni per la manifestazione Suoni e Segni tenutasi a Pordenone nel 2006.

Getter Dragon

Tecnica e strumenti: china, pennello, colorazione con Adobe Photoshop

Tratto dal fumetto di Go Nagai & Ken Ishikawa “Getter Robot G”. Getter Robot è stato il “pioniere dei robot trasformabilì”, come ribadisce spesso Go Nagai, e l’idea di tre veicoli in grado di combinarsi in altrettante configurazioni, originando diversi automi, risultò essere un’autentica innovazione nel campo delle serie robotiche, venendo accolta dal pubblico con grande entusiasmo. L’originale modello di base insito in questo automa è stato ripreso e sviluppato in moltissimi anime televisivi di successo, aventi protagonisti giganteschi robot trasformabili: da Voltes V (Vultus 5), Daltanias (Daltanious), da Baldios ad Arbegas… gli esempi si sprecano! (Fonte: http://www.encirobot.com/)

La trinitĂ  di Jeeg

Tecnica e strumenti: china, pennello, colorazione con Adobe Photoshop

Tratto dal fumetto di: Go Nagai & Tatsuya Yasuda “Kotetsu Jeeg” (Jeeg Robot d’Accialo).
L’idea e la composizione dell’illustrazione è basata sul fatto che Jeeg può essere considerato uno e trino: Hiroshi Shiba (la fase umana ma immortale in quanto “uomo d’acciacio” o cyborg), l’umanoide-cyborg (una fase in cui Hiroshi ha una pre-trasformazione che usa per combattimenti corpo a corpo con i nemici, ne esistono almeno 2 versioni), Jeeg (la fase in cui la testa si unisce con i componenti magnetici del resto del corpo). Sullo sfondo delle 3 identità di Jeeg incombe il male ovvero la regina Himika.
Jeeg è stato il primo robot la cui meccanica era basata sull’unione di più componenti. Pare che l’idea di base per la concezione di Jeeg venne fornita da un’episodio di Mazinga Z, il n° 7 italiano, dove Deimos F-3, il terribile mostro ai comandi del Barone Ashura, mette Koji in difficoltà grazie alla sua capacità di scomporsi magneticamente grazie ad un comando a distanza.
La spinta finale per la nascita di Jeeg fu data da alcune richieste della Takara, una nota azienda di giocattoli (vedere i modellini nella sezione “Merchandising!”), che chiese allo staff Dynamic l’ideazione di un robot composto da più parti, che potessero unirsi tramite magneti sferici.
Dopo di lui altre serie sfrutteranno questo concetto; il robot più “ispirato” a Jeeg è stato Gakeen (1976).
Jeeg è anche il primo robot in cui il pilota diventa parte del corpo dell’automa.
Prima nacque il manga, ad opera di Go nagai e Tatsuya Yasuda e sei mesi dopo, alla luce del’immediato successo riscosso dal progetto, si decise di realizzare la serie televisiva che tutti conosciamo.
(Fonte: http://www.encirobot.com/)

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